martedì 16 settembre 2014

Julius Evola: L'Uomo che cavalcò la Tigre contro il Chaos




“Questo, e non altro è il senso delle iniziazioni: un mutamento 
profondo della propria natura”
                 
                                :Julius Evola







 In poche frasi…(aggiungo:ma chi era il Barone?).…
è racchiuso il destino del  dadaista Evola: in un primo tempo, 
allievo ufficiale di artiglieria destinato all’altopiano 
di Asiago dal 1917 al 1918 (lui era nato a Roma nel 1898),
 poi Artista di ispirazione dadaista(nasce così il suo cosiddetto ‘astrattismo mistico’) che culmina poi col poemetto ‘La parole obscure du paysage intérieur’, 
poi ancora è protagonista della cultura filosofica 
degli anni Venti con testi sull’Idealismo Magico, 
sulla scia dell’influenza del pensiero di Nietzsche 
ed infine il grande sperimentatore di magia del “Gruppo di Ur” nato nel 1927.




Che altro dire? Molto ovviamente … 
Il fascismo,il rapporto controverso con il regime mussoliniano con il quale ha tanti punti in comune ma  al quale non aderirà mai completamente, non iscrivendosi al Partito poiché 
ne  contesta “l’imborghesimento e la perdita dello slancio originario degli esordi rivoluzionari”…
 Poi ancora il periodo che viene etichettato come quello dell’Imperialismo Pagano (dal titolo di un suo famoso e polemico volume del 1928) fino alla Seconda Guerra Mondiale, e la ferita  che lo priva della mobilità agli arti inferiori 
(dovuta a una lesione al midollo spinale provocato da uno sbalzo subito durante un bombardamento sovietico)…. 
E poi, poi.. i processi in patria, le polemiche contro il “mondo moderno” e l’”americanizzazione” dell’Europa tradizionale, 
la creazione di circoli esoterici ma anche la supervisione 
di gruppi direttamente politici 
(i FAR, Fasci di Azione Rivoluzionaria) per cui subirà nel 1951 un processo per riorganizzazione del partito fascista….





Una vita complessa e contraddittoria?
 Ognuno osservi “da Sé” questa Esistenza che in un certo senso 
lo accomuna ad altri grandi protagonisti dell’”anarchismo conservatore” del Novecento….

Tutto si racchiude solo nella “Storia”?
 No ma non è comunque semplice scrivere di questo Grande Artista in tutti i sensi, riassumendolo in punti, cercando di etichettarne le diverse fasi (se di fasi si può parlare) della sua evoluzione assolutamente in Verticale ^__^ 
J.Evola è stato, ^E’^ un personaggio decisamente Mistérico, 
un Magico Poliedro…



Secondo Evola,esiste un livello da cui risulta per evidenza immediata che i Miti misteriosofici sono essenzialmente trascrizioni allusive di una serie di stati di coscienza 
lungo la via della autorealizzazione: le varie gesta e le varie vicende degli eroi mitici non sono finzioni poetiche, bensì  delle realtà “sono atti ben determinati dell’essere interiore, che lampeggiano uniformemente in chiunque volga verso la direzione dell’iniziazione”, verso la direzione, cioè, di un compimento di là dallo stato umano di esistenza: 
 Non si tratta affatto di idee allegorizzate, ma di esperienze!

 Ecco un dato:
 a prima vista questa lettura dei culti misterici e quindi
 anche e soprattutto dei misteri di Mithra  come 
‘via della realizzazione del Sé’ potrebbe essere accostata 
alla lettura dei misteri fatta dalla psicologia analitica
 di ascendenza junghiana… Mithra e Jung… 
Jung: pensiamo al suo Libro Rosso, l’Autoanalisi, perché non considerarla in definitiva una via della realizzazione del   Sé?... (rimando a Jung in: Dialogo tra l'Anima e Jung  
uno dei miei precedenti  post…) 

Evola non è ‘complicato’il suo punto di vista è in realtà
 più semplice e più complesso al contempo.
 'Più semplice' in quanto riporta all’Io qualsiasi forma di realtà e 'più complesso', in quanto questo Io non è identificabile con nessuna delle forme di idealismo note in Occidente.

 Questo e non altro, per Evola, è il senso delle Iniziazioni: un mutamento profondo della propria natura ^__^

Di Mithra e della visione di Evola e della ascesa dell’uomo-dio verso Sé: 
così come del suo rapporto con Guenon el'ultima Thule ne parleremo, forse, ma un’altra volta... 
 perché il mio vuole essere solo un accenno un piccolissimo tributo ad uno dei più grandi esoteristi del ‘900




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