"Non è certo, nè verissimo,
quanto la mente della creatura concepisca.
Incomprensibile vero è il Creatore.
Ciò che è in alto non è come ciò che è in basso
. All'alto la magnificenza dell'Unità;
al basso la miseria della molteplicità che sembra tutto ed è nulla.
E poiché tutte le cose partecipano della molteplicità
esse tanto meno sono Verità, Vita, Bene,
quanto più si distanziano dall'Uno
.
Ecco il numero, il molteplice, l'involucro,
il cadavere dell'Uno:
sua madre è il desiderio della terra,
sua madre è l'ignoranza.
Il Sole dissolse la carogna
ed il vento disperse il fetore del frutto dei due.
Questo desiderio ha creato gli eroi,
i demoni e gli dei;
questa ignoranza si è riversata su tutto il possibile, confondendo ogni traduzione ed il Tre.
Ed ha regnato il male,
nel sangue, fuori dalla Rosa,
nell'abominio del Quattro.
Unirai l'Uno con il Due,
l'Uno con i molti,
il soffio con il Sé,
delicatamente, con grande cura,
fino al Nove, saltando il Cinque.
Perché discende dal Cielo alla Terra
e risale in Cielo
disperdendo le Forze inferiori nella Forza superiore indefinibile,
che si compie nel Sei.
Allora, figlio del desiderio,
sarai come gli dei, i demoni e gli eroi,
padrone dell'oscurità e della luce dei Sette.
In ciò consiste la sapienza, sapiente di ogni sapienza;
e sarai tanto grande da essere indefinito ed indefinibile. Vincerà chi pesa di più sulla bilancia dell'Otto.
Così il mondo inventò i suoi ideali.
Si può adattare questo Arcano a qualunque cosa:
serpeggiando vibra come corda di cetra
e si fa numero caduco.
Anche ogni causa seconda.
Pertanto io fui chiamato annunciatore di Thot,
più schiavo della causa della ragione,
che amico della ragione stessa.
Quanto detto delle umili **di Urano e di Saturno serva di guida ai desiderosi: Osiride è un Dio Nero. "
***
***
di Ermete ho
preferito raccontare la Tavola di Rubino che a differenza della Tavola di
Smeraldo( popolarmente più conosciuta) si configura anche come Chiave
cabalistica.
Sono entrambi suoi testi alchemici che prevedono un cammino nella
via secca ovvero nell'operatività,tuttavia la Rubinia posside un potere
ineffabile, quello di Thot.. ^__^ Ebbene riferendomi ad una interpretazione più dotta
di quanto sarebbe stata la mia, è stato detto che:
'La tavola di Rubino sembra
essere la contraddizione della tavola di Smeraldo, ma,bisogna sapere che un classico della tradizione
alchemica è il "confodere" gli insegnamenti con contraddizioni palesi: mentre
nella Smeraldina tutto era permeato da sicurezza e ottimismo, stavolta Ermete nella
tavola di Rubino ci dice che non potremo mai comprendere il Creatore. Forse questo
è un monito a non dare tutto per scontato, ma a continuare a cercare.
Essa sembra un
rifiuto per il profano perchè mentre nella Smeraldina ci ha descritto lo studio
della manifestazione come uno studio del divino stesso, nelle parole: “Come in
alto così in basso” adesso nella Rubinia
rifiuta tutta la realtà, definendola un “cadavere dell'Uno”.
La Creazione come
“Velo di Maya” che obnubila la vista profana in attesa del”risveglio”, la “manifestazione”
stessa non è altro che illusione, ignoranza appunto. Ha confuso il Tre, la
divinità, e ha permesso la creazione del male fuori dalla Rosa (forse il
paradiso) all'interno del profano (il Quattro).
Abbiamo un invito
alla creazione dell'opera alchemica,l’Opus, l'unione degli opposto e dei
complementari. Dobbiamo osservare come nella Smeraldina Ermente ci invita a
dividere, mentre qui ad unire. Il Nove simboleggia forse il gradino primo
dell'opera, un enfasi del Tre ( 3per3 ) tuttavia ancora incompleta, poichè il
cammino deve continuare nel 10, cioè nell'Uno innalzato di grado. Il Cinque non
è chiaro,simboleggia l'incontro tra il Tre e il Due, quindi tra il Mascolino e
il Femmineo, ma più che sull'incontro pone enfasi sulla nascita: ecco forse
questo è il senso: Il 5 è il numero del Figlio, forse Ermete vuole dirci che
non è il Figlio lo scopo, bensì solo il Matrimonio. :)
Infatti il Sei è il
numero del Matrimonio ( 3per2 ). L'opera alchemica, che necessita la discesa
dal Cielo alla Terra e il ritorno al Cielo amalgamando le due Forze, crea
l'Unione, le famose Nozze Chimiche.
E’ splendido l'epiteto
"figlio del desiderio": solo chi vuole e ha volontà raggiunge la
perfezione, sarà quello che avrà visto in parvenza, si renderà conto di essere
lui stesso un Dio, un eroe o un demone, e si renderà conto che quello che lui stesso
aveva creato fuori di se, in realtà, deve essere ricondotto dentro di se perchè
lui è quello che ha creato inconsciamente. E’ Padrone dell'oscurità perchè ha
domato il suo inferno, padrone della luce dei Sette perchè ha compreso la
verità (Sette tra l’altro è il numero della spiritualità e della magia.)
Arriviamo così all'Otto
ossia la sfida quotidiana. L’otto viene
associato al successo profano (per questo molti lo legano ai denari) ed è uno
dei numeri più influenzati dagli eventi esterni. A volte è associato al
destino; può significare che la tua sfida è adesso e ora, e vincerà solo chi è
degno sulla Terra, nella sfida di tutti i giorni. Un invito a mettersi in gioco
durante la vita per realizzare le proprie aspirazioni e i propri sogni, e il
premio è una grandezza talmente imponente da essere "indefinibile". Forse,
la rivelazione che l'insegnamento si adatta ad ogni cosa sulla Terra, anche a
quelle derivate. Quindi, il precetto vale sia per l'Uno che per la
manifestazione.
Il finale corona il
tutto rivelandoci chi è il Demiurgo cioè: Osiride. Il dio dell'Oltretomba è
anche colui che ha insegnato l'agricoltura agli uomini rendendoli civili,
creando quindi la realtà. Senza contare che nell'antico Egitto il culto di
Osiride era superato solo da quello del figlio Horus, che Ermete ci ha invitato
precedentemente ad abbandonare ("saltando il Cinque). Forse, Ermete vede
il Demiurgo come la civiltà stessa, che ha smesso di vivere in sintonia con le
emanazioni dell'Uno per abbandonarsi ai molti.'
Prima di chiudere queste riflessioni voglio ricordare un po' di storia, qualcosa che ho dato per scontato fin dall'inizio di questo post, ossia che:
Con Iside e Thoth,
Osiride formava la più antica trinità egizia. Quando Osiride scende nell'Amenti
come "Sole defunto", i Coccodrilli sacri si immergono nell'abisso
delle acque primordiali; quando risorge come "Sole di vita", essi
riemergono dal fiume sacro. Osiride era il Sole, il Nilo, l'anno solare di 365
giorni, e sotto l'aspetto di Horus è colui che abbatte Apap, il Serpente del
Male, lo lega e lo incatena al Tau, o Tat. Secondo alcuni, fu Deucalione ad
introdurre in Fenicia il culto di Adone e di Osiride, ossia il culto del Sole,
perduto prima, ritrovato poi, nel suo significato astronomico.
Ora, dopo aver
approfittato di questa dotta spiegazione,messa a disposizione di tutti quelli che come me necessitano di indicazioni per procedere nella comprensione,dopo tanto raccontare lascio finalmente ad ognuno di noi il dovere per se stessi ed
il piacere di riflettere su queste parole e volendo farle proprie..


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