Georges Gurdjieff
nacque alll’incirca nella ex Russia meridionale nel 1877 e dopo aver viaggiato lungamente tra Europa,
Africa, Medio Oriente e Asia Centrale, egli scrupolosamente raccoglie frammenti delle antiche tradizioni di saggezza dei
diversi popoli e la riordina, misurandone i contenuti per le menti occidentali,
questo lo fa insegnando ed anche scrivendo libri. Fra le migliaia di
pubblicazioni che lo rendono famoso, uno su tutti è il più insolito e criptico,
fondamentalmente allegorico ed anche iconoclasta: "I Racconti di Belzebù a suo Nipote". Egli dichiara
chiaramente la sua intenzione ossia
distruggere senza senza compromessi, nel pensiero e nei sentimenti del lettore,
tutte quelle credenze ed opinioni, tutto ciò che i secoli hanno radicato scientemente
volontariamente nel mondo. Keats in una sua opera scrisse: "L'intelligenza
ritarda ed intralcia", riferendosi molto probabilmente a come la mente, con i suoi voli pindarici,
tenda a smontare tutte quelle preziose informazioni che se lasciate inalterate
sarebbe state colte dalla nostra parte emozionale o comunque dal nostro
intuito. GURDJIEFF crede fortemente che tutti quei preconcetti siano da
scardinare allo scopo di coltivare la “naturale” propensione alla immediatezza.
In "I Racconti di Belzebù a suo
Nipote" si racconta che, iIl protagonista di questa allegoria, Belzebù, è
nato su un lontano pianeta, Karatas, sotto una forma molto diversa dalla
nostra. Egli possiede zoccoli coda e corna. Naviga attraverso l'universo ed
Hassein. Il nipotino, seduto col nonno a bordo dell'astronave interplanetaria
ascolta con attenzione assoluta la storia della razza che popola il pianeta
Terra. I temi trattati spaziano dalle civiltà del deserto del gobi, alle deformazioni
subite dall'insegnamento buddista, al vero significato dell'Ultima Cena,
all'architettura di Mont Saint-Michel; e ancora narra della elettricità, della
Sfinge, la musica oggettiva, Saturno, Leonardo Da Vinci… Ma... non vi aspettate
la fluidità di lettura di un enciclopedia! Il lessico e' a dir poco acrobatico,
con frasi di una lunghezza infinita e l'utilizzo reiterato di parole che sono
un mix di vari linguaggi, che costringono il lettore ad una assoluta ###
attenzione , e l'obbligo di aver in dote un eccellente memoria. Basandomi sulle
mie non eccelse capacità sinaptiche, mi sento di sconsigliare vivamente
l'acquisto di questo tomo di oltre mille pagine, se lo scopo ultimo e' quello
di sfogliarlo sotto un ombrellone, o con il sottofondo della nostra radio
preferita; al contrario e' necessaria una forte dose di attenzione e dedizione,
solo cosi' è constatabile l'altissima qualità dei contenuti mischiata con
letale perfidia alla farraginosità apparente, condita dall'ironia più sottile
che la letteratura Sufi sa regalare. Ed ora un breve ed incompletissimo
riassunto, anzi, sarebbe meglio dire, parafrasando un celebre libro di uno dei
principali allievi di G., un piccolo "Frammento di un insegnamento
sconosciuto": L'inizio e' col botto: l'intero sistema Solare, deve la sua
esistenza ad uno sciagurato errore. Un personaggio elevatissimo nella Gerarchia
degli Esseri, durante la creazione dei Mondi, commette uno sbaglio. Nulla era
predestinato, tutto nasce dalla stupidità passeggera di un essere normalmente intelligentissimo,
che, per dirla col linguaggio forbito dei Greci Antichi, maestri in Eloquenza:
"Ha combinato un casino". Il risultato è che le due lune che giravano
attorno alla Terra hanno cominciato ad allontanarsi in modo inquietante; se questi
movimenti non fossero stati arrestati, i due satelliti disordinati avrebbero
provocato sciagure e calamità, in tutto il Sistema Solare. Gli esseri superiori
che reggono l'universo fisico, con un egoismo che ha del clamoroso, decisero di
sacrificare l'umanità, avendo deciso di non far pesare al loro
"collega" l'errore commesso. Diedero così agli uomini un organo
speciale che comportava la percezione della verità al rovescio, e che dava il
piacere ad oggetti ed atti che in principio erano neutri. Quest'organo, inserito
nella vitalità umana, sparava nello spazio vibrazioni atte a frenare
l'indisciplina dei movimenti dei satelliti. La cosa funzionò, e cosi'
tantissimo tempo dopo, fissate stabilmente le orbite, l'umanità venne liberata
ma... l'influenza nefasta di quest'organo, benchè rimosso, non svanì, ed ecco
l'origine di tutti gli errori morali, politici, di tutta la violenza e la
perversione. Dio non l'aveva previsto ne voluto, ne vi può porre rimedio. In
quest'ottica Dio non e' L'Assoluto, ma un Dio locale, che regge la nostra zona
d' Universo. Giusto per dare una mano Egli, quando può, manda degli emissari
che vengono puntualmente uccisi, dato che l'umanità non molla facilmente il suo
modo falsato di agire e pensare, anche se saltuariamente viene registrato qualche
piccolo progresso. Il nipotino sempre in attento ascolto del saggio nonno,
scopre anche non tutti hanno un anima, invero solo pochissimi la possiedono.
Tendenzialmente se uno si sforzasse per tutta la vita verso la virtù, potrebbe
anche acquisirla, ma la gran maggioranza degli uomini non e' molto diversa
dagli animali; anzi gli animali, che si comportano secondo natura, hanno più
anima degli uomini degradati. La Natura quale esiste sulla Terra e' una specie
di divinità inferiore, che ha il potere di prevedere e di costruire l'avvenire
entro un certo limite, e che tratta l'umanità attuale come gli uomini trattano
i maiali: li ingrassa, li uccide e li mangia.In fondo e' proprio a questo che servono gli uomini comuni.Alla sua
morte l'uomo evoluto, al contrario, passa in una specie di purgatorio. Il
paradiso e l'inferno sono errori prodotti dall'antico organo umano, le cui funzioni,
in realtà… riguardavano la luna. Ma l'idea del Purgatorio è un idea
completamente vera: anche le anime migliori che sono riuscite a svilupparsi
sulla Terra devono subire lunghe prove, dopo il loro transito terrestre, per
poter entrare nella normalità degli spiriti. Riassumendo: la Terra e' un
inferno, abbiamo pochissime speranze, ma alcuni possono passare, in un luogo
atto alla purificazione, col fine di raggiungere gradualmente le più alte
gerarchie spirituali. Due parole anche sul Buddismo: secondo Mister G. tutta la
teosofia, lo spiritismo, la psicanalisi e la psicologia in toto, sono dei “sottoprodotti”
del vero autentico Buddismo, ora dimenticato. Che lui conoscesse alla
perfezione l'argomento è testimoniato da alcuni uomini che hanno affermato con
certezza assoluta, che lo stesso uomo, presente nei circoli di New York nei
primi decenni del secolo scorso, era stato al servizio, come precettore, del
giovane Dalai Lama in Tibet una trentina d'anni prima, presumibilmente
inviatovi dal governo Russo. Ovviamente non c'è certezza, ma mister G. parlava
tibetano, russo, tartaro, tagik, cinese, greco, oltre ad un bizzarro francese
ed inglese.Una altra idea che possiede in sé forza, bellezza, crudeltà è che
tutto è partecipe di tutto in ogni istante; noi mangiamo e siamo mangiati.
Paracelso affermava che noi mangiamo pane e stelle. G. dice lo stesso ma, per
nutrirci di Vega, Sirio o Giove e Venere, l'uomo deve pagare; deve, con uno
sforzo cosciente, ESSERE in ogni secondo, vivere la propria vita come se fosse
dietro l'angolo la sua morte, senza staccarsi dal mondo, ma, al contrario,
vivendo pienamente nel mondo, senza accontentarsi di respirare, accumulare beni
e riprodursi mentre passano gli anni. Chiudo dicendo che molti sono stati e
sono i detrattori; nei suoi scritti ma ancor di più di persona, mister G. aveva
un atteggiamento a volte brusco e tirannico, e ciò che affermava con categorica
certezza era duro, durissimo da digerire e gli insulti rivolti anche ai suoi
allievi erano all'ordine del giorno.... ma una cortesia ed una delicatezza
meravigliosa squarciavano questo velo, nel caso riscontrasse nel soggetto di
fronte a lui una cosa in più quel valore aggiunto, una Essenza degna di ciò che
a buon diritto dovrebbe possedere, e che spesso non ha, un vero Essere Umano.
(questo è un Test, un Gioco che funziona solo se si è sinceri)
Tratto liberamente dalla rete e da Altro ...perché Gurdjieff non può essere riassunto
così in breve e questo è solo un prologo: a voi adesso la scelta se continuare in autonomia =^__^= .


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