giovedì 21 agosto 2014

Mito e Simbolo: senza Tempo è Il Re del Mondo (parte Seconda)


Post dedicato a +Raffaella Tagliani Lei sa ^__^ sorelle divise alla nascita... Raffa come promesso: un grande piacere..
 A presto cara...







Voglio riprende il filo tracciato lievemente in precedenza,
 per ripartire attraverso anche Altre direzioni che conducono al medesimo “disegno” dicendo, come in un riassunto scolastico,
 che Il Re del Mondo vive nel centro incorporeo del mondo, Agharti, ed i suoi adepti sono le persone di maggior valore del nostro pianeta.
 Il luogo in cui risiede Agharti è sia spirituale 
(in quanto sta al di sopra e al di fuori dell'esistenza)
 che fisico,(c’è chi ha accennato anche alla mitica Atlantide), le prove sono ricercate in molti luoghi: nei simboli presenti in testi sacri delle più antiche e grandi religioni, ove si possono rintracciare echi di questa "setta" iniziatica potentissima ma anche giusta, che regge le sorti del mondo attraverso i suoi adepti, oppure ne abbiamo traccia nella storia delle sette mitiche o reali che hanno percorso il mondo(Templari, Rosacroce,ecc)ma anche negli Apostoliche hanno il compito di diffondere il Verbo.


Le opere esaminate parzialmente nel post precedente 
ebbero il pregio di oggettivare e diffondere una tradizione antichissima, presente nello stesso concetto orientale di monarchia. Ad esempio: in Cina l’ideogramma di "Wang"(Re) è costituito da 
tre linee orizzontali e parallele che rappresentano il cielo 
la terra e l’uomo e che sono unite da un tratto verticale.
 Già in questo segno sono insite alcune caratteristiche del Re del Mondo: egli è l’intermediario fra il divino e l’umano, fra l’immanente e il trascendente. D’altra parte il "Wang", vive fra gli uomini ma discende dal cielo, inoltre risiede al centro dell’impero, assumendo così un significato assiale. 
Allo stesso modo lo "Chakravarti" indù, "Colui che fa girare la ruota", governa le quattro parti del mondo, assumendo quel valore simbolico che in seguito passò anche al Buddha.
 Nella cultura celtica il concetto di regalità è simile,
 dato che il monarca detiene la funzione di mediare fra divino ed umano: ciò permise ai missionari cristiani di evangelizzare facilmente l’Irlanda, traslando al Redentore le caratteristiche peculiari della regalità.
 Il sovrano, quindi, stabilendo un rapporto fra cielo e terra, consente di sacralizzare lo spazio e di offrire alla comunità armonia e prosperità; affinché la sintonia sia stabile è necessario però che l’umano contesto sia governato da leggi desunte 'dall’alto', di conseguenza il monarca è anche il legislatore (od il suo discendete), di colui che raccolse i comandamenti primigeni.
 Costui è per molte culture: "Manu",  ovvero primo uomo e divinità eponima dei viventi, colui che salvandosi dal diluvio consentì il protrarsi della vita.

 Si legge nel Matsyapurana: "Nei tempi passati, un re di nome Manu, figlio del Sole, praticò una lunga ascesi... Trascorso un milione di anni, Brahma, ... fu compiaciuto e si presentò a lui per concedergli un dono, dicendo: 'Scegli un dono'. Il re s’inchinò ... e disse: 'È uno solo il dono ineguagliabile che ti chiedo: che io possa proteggere le moltitudini di tutti gli esseri, mobili e immobili, quando avrà luogo la dissoluzione'. Colui che è il principio vitale di tutti acconsentì alla richiesta e svanì".
Ecco, è così che quando giunsero le grandi acque, Manu sopravvisse e con lui il genere umano. E’ così che si configura  l’anello di congiunzione col sacro.

 La figura dell’Antenato_Legislatore è tipica di molti popoli. Per gli Egizi è "Menes",per i Celti "Menw", per i Greci "Minosse", per i Romani "Numa" il re pontefice 
(non a caso d’Alveydre, chiama il Re del Mondo "Sovrano Pontefice"). Questa parola è assai evocativa,infatti in origine, "pontifex" significava "Costruttore di ponti” ed infatti il re ordinatore è colui che costruisce una via fra il cielo e la terra. È il mediatore e per gli Ebrei il garante del patto con Dio, perciò egli detiene un duplice potere. Questa caratteristica era tipica dei Re Magi, ai quali accenna Matteo e che secondo l’apocrifo "Vangelo arabo siriaco dell’Infanzia" giungevano dall’Oriente: "... come aveva predetto Zaratustra".
 Ancora più interessante è il "Vangelo Armeno", per il quale, consegnarono al Redentore i "libri scritti e sigillati dalle mani di Dio", ove era annunciato il riscattato dell’uomo. Questa leggenda, cara agli gnostici, narra che il testo segreto sarebbe stato consegnato da Adamo a Seth, per giungere infine al Cristo. La sua traccia più antica si trova nel "Libro della rivelazione di Adamo al figlio Seth dove nel passaggio "abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo", avvicina i Magi ai sacerdoti Mazdei che cercavano nel cielo i segni della 
ierofania del Saoshyant il "Soccorritore", il nato da una vergine, il discendente di Zaratustra, che avrebbe donato agli uomini l’immortalità.



 C’è  una certa affinità fra i Magi, annunciatori di salvezza,  ed il "Giusto nascosto", il "Nistar", caro ad una tradizione cabalistica particolarmente diffusa fra le comunità hasidiche dell’Europa dell’Est.
Questa concezione afferma che ogni generazione è guidata da ‘Trentasei Giusti’ nessuno ne conosce l’identità e fra loro si cela il Messia che si rivelerà alla fine dei tempi. I ‘Giusti’ sono talmente misteriosi da non sembrare figli di questo mondo, ricordano per tanto Melchisedec, le cui caratteristiche sono simili a quelle del Re del mondo. 
Melchisedec compare nella Genesi, dove si legge: "E Melchisedec, re di Salem fece portare il pane e il vino; egli era sacerdote dell’Altissimo, e benedisse Abramo dicendo: benedetto sia Abramo dall’Altissimo, Signore dei Cieli e della Terra; e benedetto sia l’Altissimo, che ha messo i tuoi nemici nelle tue mani". Melchisedec è sia monarca che sacerdote, regna su Salem, che significa –‘Pace’- e il suo nome vuol dire "re di giustizia". 
Salem, è un paese immaginario e Melchisedec non rientra in una genealogia,egli come scrive Paolo: "è senza padre e senza madre" è dunque, un Simbolo del rapporto fra divino ed umano, per questo crisma è il Patriarca del Popolo eletto.


 Quindi, per ora, dopo aver girato per diverse strade,  possiamo riassumere così: il Re del Mondo raccoglie in sé le caratteristiche del sire d’origine divina, del legislatore ancestrale e dell’eroe eponimo. Queste valenze gli consentono di organizzare la società che amministra secondo i criteri dell’ordine universale. Così come l’universo ruota attorno al Creatore, l’umanità è guidata dal Re del Mondo che ne è il centro, l’asse portante. Egli è, dunque, un Archetipo che, come sottolinea Guenon,  si associa a quelli della Rosa, del Loto, della Ruota, (dell’albero primordiale o della vita) della Svastica e del Bethil. Queste figure esprimono l’immagine di un fisso che genera lo spazio sacro, disomogeneo Ordinato e pluriforme che si contrappone all’omogeneità spaziale del Caos...





Ed ora?
 Possiamo domandarci cos’è che “alimenta” e fortifica questo spazio sacro, quale Energia al di là dello spazio e del tempo
(non mi addentro nel caos l’Abisso lo lascio stare dov’è ne parleremo poi)? 
Possiamo riflettere su qualcosa di più “vicino” a ciò di cui abbiamo parlato,ossia possiamo domandarci “della natura di questo sire e dei suoi adepti”?
 Forse il Re del mondo non è un personaggio positivo, forse è  un personaggio negativo, forse addirittura un demone che imprigiona le anime, privandole, in maniera occulta della libertà di sbagliare per poter trovare la giusta Via? 

 In generale si dice che quando l'ultimo Kali Yuga (del ferro) finirà, gli abitanti di Agartha saliranno in superficie per vivere con gli abitanti della terra la nuova era dell'Oro..
Ma io non voglio esprimere un giudizio proprio adesso che ho parlato di “libero arbitrio” quindi che ognuno proceda da qui in poi con la sua riflessione: liberamente. 
 Io non appartengo agli eletti non vivo in Agarth ma neppure uso il meccanismo peccato_pentimento_redenzione di certe  giovani “culture”.Più semplicemente seguo il cammino di altri 'gatti'
 che come me lontani dalle "dinamiche celesti"si curano di se stessi e così facendo, dei loro consimili. 

=^A^= 



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