Post dedicato a +Raffaella Tagliani Lei sa ^__^ sorelle divise alla nascita... Raffa come promesso: un grande piacere..
A presto cara...
A presto cara...
per ripartire attraverso anche
Altre direzioni che conducono al medesimo “disegno” dicendo, come in un riassunto scolastico,
che Il
Re del Mondo vive nel centro incorporeo del mondo, Agharti, ed i suoi adepti
sono le persone di maggior valore del nostro pianeta.
Il luogo in cui
risiede Agharti è sia spirituale
(in quanto sta al di sopra e al di fuori
dell'esistenza)
che fisico,(c’è chi ha accennato anche alla mitica Atlantide), le
prove sono ricercate in molti luoghi: nei simboli presenti in testi sacri delle più antiche e
grandi religioni, ove si possono rintracciare echi di questa "setta" iniziatica
potentissima ma anche giusta, che regge le sorti del mondo attraverso i suoi
adepti, oppure ne abbiamo traccia nella storia delle sette mitiche o reali che hanno percorso il
mondo(Templari, Rosacroce,ecc)ma anche negli Apostoliche hanno il compito
di diffondere il Verbo.
Le opere esaminate parzialmente nel post precedente
ebbero
il pregio di oggettivare e diffondere una tradizione antichissima, presente
nello stesso concetto orientale di monarchia. Ad esempio: in Cina l’ideogramma di "Wang"(Re)
è costituito da
tre linee orizzontali e parallele che rappresentano il cielo
la terra e l’uomo e che sono unite da un tratto verticale.
Già in questo segno
sono insite alcune caratteristiche del Re del Mondo: egli è l’intermediario fra
il divino e l’umano, fra l’immanente e il trascendente. D’altra parte il
"Wang", vive fra gli uomini ma discende dal cielo, inoltre risiede
al centro dell’impero, assumendo così un significato assiale.
Allo stesso
modo lo "Chakravarti" indù, "Colui che fa girare la ruota",
governa le quattro parti del mondo, assumendo quel valore simbolico che in seguito passò anche al Buddha.
Nella cultura celtica il concetto di
regalità è simile,
dato che il monarca detiene la funzione di mediare fra
divino ed umano: ciò permise ai missionari cristiani di evangelizzare
facilmente l’Irlanda, traslando al Redentore le caratteristiche peculiari della
regalità.
Il sovrano, quindi,
stabilendo un rapporto fra cielo e terra, consente di sacralizzare lo spazio e
di offrire alla comunità armonia e prosperità; affinché la sintonia sia
stabile è necessario però che l’umano contesto sia governato da leggi desunte 'dall’alto', di conseguenza il monarca è anche il legislatore (od il suo discendete), di colui che raccolse i comandamenti primigeni.
Costui è per
molte culture: "Manu", ovvero primo uomo e divinità eponima dei
viventi, colui che salvandosi dal diluvio consentì il protrarsi della vita.
Si legge nel
Matsyapurana: "Nei tempi passati, un re di nome Manu, figlio del Sole,
praticò una lunga ascesi... Trascorso un milione di anni, Brahma, ... fu
compiaciuto e si presentò a lui per concedergli un dono, dicendo: 'Scegli un
dono'. Il re s’inchinò ... e disse: 'È uno solo il dono ineguagliabile che ti
chiedo: che io possa proteggere le moltitudini di tutti gli esseri, mobili e
immobili, quando avrà luogo la dissoluzione'. Colui che è il principio vitale
di tutti acconsentì alla richiesta e svanì".
Ecco, è così che quando giunsero le grandi acque, Manu
sopravvisse e con lui il genere umano. E’ così che si configura l’anello di congiunzione col sacro.
La figura
dell’Antenato_Legislatore è tipica di molti popoli. Per gli Egizi è
"Menes",per i Celti "Menw", per i Greci
"Minosse", per i Romani "Numa" il re pontefice
(non a caso d’Alveydre,
chiama il Re del Mondo "Sovrano Pontefice"). Questa parola è assai
evocativa,infatti in origine, "pontifex" significava "Costruttore
di ponti” ed infatti il re ordinatore è colui che costruisce una via fra il
cielo e la terra. È il mediatore e per gli Ebrei il garante del patto con Dio,
perciò egli detiene un duplice potere. Questa caratteristica era tipica dei Re
Magi, ai quali accenna Matteo e che secondo l’apocrifo "Vangelo arabo
siriaco dell’Infanzia" giungevano dall’Oriente: "... come aveva
predetto Zaratustra".
Ancora più interessante è il "Vangelo
Armeno", per il quale, consegnarono al Redentore i "libri scritti e sigillati
dalle mani di Dio", ove era annunciato il riscattato dell’uomo. Questa
leggenda, cara agli gnostici, narra che il testo segreto sarebbe stato
consegnato da Adamo a Seth, per giungere infine al Cristo. La sua traccia più
antica si trova nel "Libro della rivelazione di Adamo al figlio Seth dove nel passaggio "abbiamo veduto la sua stella in Oriente e siamo venuti
ad adorarlo", avvicina i Magi ai sacerdoti Mazdei che cercavano nel cielo
i segni della
ierofania del Saoshyant il "Soccorritore", il nato da
una vergine, il discendente di Zaratustra, che avrebbe donato agli uomini
l’immortalità.
C’è una certa
affinità fra i Magi, annunciatori di salvezza, ed il "Giusto
nascosto", il "Nistar", caro ad una tradizione cabalistica
particolarmente diffusa fra le comunità hasidiche dell’Europa dell’Est.
Questa
concezione afferma che ogni generazione è guidata da ‘Trentasei Giusti’ nessuno
ne conosce l’identità e fra loro si cela il Messia che si rivelerà alla fine
dei tempi. I ‘Giusti’ sono talmente misteriosi da non sembrare figli di questo
mondo, ricordano per tanto Melchisedec, le cui caratteristiche sono simili a
quelle del Re del mondo.
Melchisedec compare nella Genesi, dove si legge:
"E Melchisedec, re di Salem fece portare il pane e il vino; egli era
sacerdote dell’Altissimo, e benedisse Abramo dicendo: benedetto sia Abramo
dall’Altissimo, Signore dei Cieli e della Terra; e benedetto sia l’Altissimo,
che ha messo i tuoi nemici nelle tue mani". Melchisedec è sia monarca che
sacerdote, regna su Salem, che significa –‘Pace’- e il suo nome vuol dire
"re di giustizia".
Salem, è un paese immaginario e Melchisedec non
rientra in una genealogia,egli come scrive Paolo: "è senza padre e senza
madre" è dunque, un Simbolo del rapporto fra divino ed umano, per questo
crisma è il Patriarca del Popolo eletto.
Quindi, per ora, dopo
aver girato per diverse strade, possiamo
riassumere così: il Re del Mondo raccoglie in sé le caratteristiche del sire
d’origine divina, del legislatore ancestrale e dell’eroe eponimo. Queste
valenze gli consentono di organizzare la società che amministra secondo i criteri
dell’ordine universale. Così come l’universo ruota attorno al Creatore,
l’umanità è guidata dal Re del Mondo che ne è il centro, l’asse portante. Egli
è, dunque, un Archetipo che, come sottolinea Guenon, si associa a quelli della Rosa, del Loto,
della Ruota, (dell’albero primordiale o della vita) della Svastica e del Bethil.
Queste figure esprimono l’immagine di un fisso che genera lo spazio sacro,
disomogeneo Ordinato e pluriforme che si contrappone all’omogeneità spaziale
del Caos...
Ed ora?
Possiamo domandarci cos’è che “alimenta” e fortifica
questo spazio sacro, quale Energia al di là dello spazio e del tempo
(non mi
addentro nel caos l’Abisso lo lascio stare dov’è ne parleremo poi)?
Possiamo riflettere su qualcosa di più “vicino” a ciò di cui abbiamo parlato,ossia possiamo domandarci “della natura di questo sire e dei suoi adepti”?
Forse il Re del mondo non è un personaggio
positivo, forse è un personaggio negativo,
forse addirittura un demone che imprigiona le anime, privandole, in maniera
occulta della libertà di sbagliare per poter trovare la giusta Via?
In generale si dice che quando l'ultimo Kali Yuga (del ferro) finirà, gli abitanti di Agartha saliranno in superficie per vivere con gli abitanti della terra la nuova era dell'Oro..
Ma io non voglio esprimere
un giudizio proprio adesso che ho parlato di “libero arbitrio” quindi che ognuno proceda da qui in poi con la sua riflessione: liberamente.
Io non
appartengo agli eletti non vivo in Agarth ma neppure uso il meccanismo
peccato_pentimento_redenzione di certe giovani “culture”.Più semplicemente seguo
il cammino di altri 'gatti'
che come me lontani
dalle "dinamiche celesti"si curano di se stessi e così facendo, dei loro consimili.
=^A^=



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