...Precipitato in questo
misterioso e morbido esilio, in quest’isola di sole e di vento, lo specchio
nero d’ossidiana, che il suo corpo ardente di lava immobile e fredda contiene,
ha rifranto il mio volto così come mai ho veduto, una trasparenza che lascia
intravedere il nulla, ed in esso
universi pulsanti di luce infinita e vita e volti, un’infinità di volti e di
storie, provenienti da ogni parte del cosmo, ognuna di esse unica, geniale,
perfetta, completa in se stessa.
Che io sia tutto questo e
molto altro ancora? Che io sia di tutto ciò l’estrema sintesi, pur essendo io
un volto ed una storia fra tante, che io sia, come tutti lo sono, il punto in
cui tutto ritorna alla propria sorgente?
Con la stessa leggerezza con
cui me lo posso chiedere, ora, così tocco il cielo più alto, fondato nel centro
profondo del mio abisso, seduto nel centro del vuoto pulsante, salmodiando
un’antica nenia, che inneggia alla libertà. In questo fondo di mare, su questa
pietra nera, divengo luce senza limiti, libertà assoluta, nulla autocosciente;
congiunti infine, l’Alto e il Basso, il Basso e l’Alto, divengono il miracolo
della Cosa Una. “Ogni Uomo e ogni Donna è una Stella.”
Si!
E sia celebrato in questo modo il più antico rituale che, senza gesti e parole,
ridia all’essere umano la sua primordiale libertà e renda l’amore la forza che
libera e che vince, che unisce e che moltiplica, che trasforma e che rigenera….
A.C.
Non parlerò di uno dei più
grandi esoteristi del novecento ma accompagno un movimento della mente con un
brevissimo accenno del suo sentire perché non c’è bianco senza nero… e
viceversa perché ogni uomo ed ogni donna è una Stella

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